Althea & Oliver, Cristina Moracho
novembre 02, 2014
Cristina Moracho • Althea & Oliver • 2014
De Agostini • Traduzione di Maria Alessandra Petrelli • pp. 430
De Agostini • Traduzione di Maria Alessandra Petrelli • pp. 430
Althea e Oliver si conoscono da sempre e sono amici per la pelle fin dal primo giorno di scuola. Ora, a diciassette anni, la loro amicizia potrebbe trasformarsi in qualcosa di più, e Althea lo sa. Così una sera, dopo una festa e qualche bicchiere di troppo, si abbandona a un bacio appassionato con Oliver. Ma, prima che i due amici abbiano il tempo di chiarirsi le idee, succede una cosa inaspettata: Oliver si ammala e cade in uno stato di semi-incoscienza che dura tre, lunghissime settimane. Disperata, Althea prende una decisione che rischia di compromettere per sempre il suo legame con Oliver. Quando il ragazzo lascia la città senza spiegazioni, Althea non può far altro che partire per mettersi alla ricerca del suo migliore amico. E ritrovare così anche se stessa.
(Mini)Recensione
Ci sono dei libri che ti lasciano un amaro in bocca che non riesci a scacciare, una frustrazione per come le vicende si dipanano e corrono velocemente verso un punto di non ritorno che annienta tutto ciò che sarebbe potuto essere per separare nettamente un "prima" da un "dopo" e non puoi far altro che continuare a leggerle sapendo che si arriverà a quel momento e non sarai mai preparata abbastanza a sbatterci la faccia contro e a leggere di un dolore così subdolo e sordo che diventa tuo. La storia di Althea e Oliver è disturbante, irritante, forse, in alcuni momenti, ma mai scontata o noiosa; disturbante, comunque, principalmente, per tutti quei dettagli disseminati nella narrazione che sono facilmente collegabili e danno un'immagine finale che dà fastidio e costringe a riflettere.
Amici fin da quando la madre di lui ha chiesto al padre di lei di occuparsi del figlio per qualche ora, Althea e Oliver sono due poli opposti che inevitabilmente sono attratti verso l'altro, inseparabili e complementari: dura e istintiva lei, pacato e riflessivo lui; due protagonisti ben costruiti di una storia che non è mai banale e sfugge a tutti i cliché che avrebbero potuto renderla comune, identica a tutte le altre che, partendo da un'amicizia inossidabile tra due ragazzi, mostrano lo svilupparsi di un amore. Ma così non è. La Moracho dà vita a un intreccio che stupisce, riempie la testa di domande che non trovano alcuna risposta e forse neanche la cercano e passa al setaccio il rapporto che lega Althea e Oliver per non fare sconti a nessuno. Lo potremmo definire un libro sull'amicizia e sulle possibilità dell'amore ma in fondo è prima di tutto un libro sulla vita, sulle scelte che questa comporta e sull'accettazione di quelle che ne sono le conseguenze. Uno di quei libri ai quali, pur nella paradossalità di alcune situazioni, non si riesce a smettere di pensare.
3/5
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