Amore e altri effetti collaterali, Julie Murphy

settembre 24, 2014

Cover_Amore e altri effetti collaterali
Julie Murphy • Amore e altri effetti collaterali • 2014
De Agostini • Traduzione di Ilaria Katerinov • pp. 316

A sedici anni Alice pensa di avere tutta la vita davanti a sé. Tutta la vita per dimenticare Luke, il suo ex ragazzo, e farla pagare a Celeste, la sua nemica giurata. Ma all'improvviso scopre di avere una forma gravissima e rarissima di leucemia. Dopo un anno di chemioterapia senza alcun risultato, si convince di essere ormai al capolinea e decide di sfruttare il poco tempo che le rimane togliendosi un po' di sassolini dalle scarpe. Compila così una lista di "Cose Da Fare Prima Di Morire" e con la complicità del suo migliore amico Harvey, da sempre innamorato di lei, organizza un piano crudele e ingegnoso per vendicarsi di Luke e Celeste prima che sia troppo tardi. Ma, proprio quando Alice ha portato a termine una vendetta a dir poco plateale e ha guadagnato il disprezzo di tutto il liceo, le cose prendono una piega inaspettata: la malattia entra in remissione. E così, dopo essersi tanto preparata a morire, Alice si trova ad affrontare le conseguenze delle proprie orribili azioni. Ma c'è di peggio. Ora anche Harvey ce l'ha con lei. Alice però si è finalmente resa conto di provare qualcosa per lui ed è disposta a tutto pur di non perderlo. Perché la vita le sta offrendo una seconda occasione, e un'occasione come quella non può certo essere sprecata...

(Mini)Recensione

Oggi è giornata di protagoniste che vorrei prendere a padellate in fronte dalla prima apparizione fino all'ultima, senza alcuna possibilità di redenzione, perciò dovete sorbirvi anche quella di questo libro, mi spiace per voi, sapete? Partiamo dal presupposto che mi aspettavo una delusione, cosa che l'attribuzione dell'etichetta "Piacerà ai fan di Colpa delle stelle" e la similitudine con Voglio vivere prima di morire della Downham inevitabilmente portavano con sé e lasciavano presagire; ma non mi aspettavo di odiarlo così tanto. Se la lettura è scorrevole -  lo dimostra il fatto che l'abbia letto nel giro di tre ore - quello che mi lascia basita è la sua protagonista. In un alternarsi tra il prima e l'adesso, dove il prima corrisponde alle settimane e i mesi seguenti la diagnosi inappellabile di leucemia linfoide acuta e l'adesso ai momenti successivi alla rimozione della spada di Damocle pendente sulla testa di Alice, seguiamo lo sviluppo della sua storia con Harvey; inseparabili praticamente da sempre, stretti in un rapporto che saltella dall'amicizia, all'amore, fino all'odio più assoluto e all'indifferenza, è impossibile non farsi prendere dalla voglia di prendere questa ragazzina viziata che gioca la carta "ho il cancro, a me tutto è concesso", scuoterla per le minuscole spalle e implorarla di smetterla di giocare con le vite altrui a suo uso e consumo. Quel male che procura agli altri è volontario, volto a far soffrire, a godere del dolore di chi ha di fronte, a compiacersi di esser stata capace di ridurre in mille pezzi quell'unico amico che ha e la supporta/sopporta; e arriva un momento in cui quel che Harvey subisce è troppo, per esser perdonato e dimenticato. Il suo amore è masochistico, frutto di quel tipo di rapporto che definire malsano è naturale, alimentato dall'incapacità di allontanarsi dalla fonte di tutta quella sofferenza, l'unica luce capace di rimettere insieme tutti i pezzi che lei stessa ha strappato. Non se ne vede la ragione, di tutto questo amore, non lo si percepisce e scivola via come i suoi protagonisti, troppo sbiaditi per apparire reali. Unica nota positiva che riesco a trovare in un mare di grigiume che niente mi ha lasciato è che questo non è un libro sul cancro, come si potrebbe esser portati a pensare; anzi, qui la malattia è nettamente in secondo piano rispetto alla voglia di Alice di vendicarsi del tradimento del fidanzato e delle ochette della scuola, così in secondo piano che è facilissimo scordarsi che vive a un passo dal baratro per metà libro, se la nausea post-chemio e l'aver perso i capelli ce lo concedessero appieno. Così facile che forse è pure troppo in alcuni punti.
2/5
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