Sono tornata un tre orette fa a casa e avrei voluto scriver qualche recensione degli ultimi libri, ma non è giornata evidentemente. Sto seguendo corsi che se da una parte sono meravigliosi, illuminanti sull'editoria e i suoi meccanismi, che mi permettono di entrare nelle case editrici e conoscere chi è dall'altra parte in attesa di poterci entrare, dall'altro mi sfiniscono sempre più se sommati a un insieme di pensieri pesanti. Forse ho solo bisogno di staccare un po' e menomale che tra poco c'è una pausa per Pasqua!
Non so come mai questo post abbia preso una piega così lamentosa ma nel dubbio possa ricaderci vi lascio una marea di baci e vado a cena <3 Buona serata, bella gente!
Sarah Ockler • #Amorenoncorrisposto • 2016
Newton Compton • Traduzione di Roberto Lanzi • pp. 311
Newton Compton • Traduzione di Roberto Lanzi • pp. 311
Lucy ha imparato un'importante lezione dai giornali di gossip che tanto ama: evitare i riflettori e custodire gelosamente i segreti. Un sistema che ha funzionato per tutto il liceo. Ecco perché, quando la sua migliore amica Ellie si ammala poco prima del ballo di fine anno e le chiede di accompagnare il suo fidanzato Cole, Lucy preferisce non dirle che per la serata aveva in mente tutt'altro. E soprattutto che è segretamente innamorata di Cole fin dalla notte dei tempi. Ma quando lui la bacia alla fine del ballo, Lucy sa di dover confessare a Ellie ciò che è successo. Prima ancora che riesca a parlarle, però, qualcuno posta sulla sua pagina facebook le foto del bacio con Cole, insieme a un sacco di commenti maliziosi. Nel giro di due giorni, Lucy ha già la fama di una poco di buono, una narcisista, una che pugnala gli amici alle spalle. Cosa potrà fare per tenersi Cole e non perdere la faccia?
Recensione
So di essere una canaglia. So che, nonostante il tempismo perfetto della rottura tra Ellie e Cole, io mi merito lo scandalo e tutte le angherie che ne sono seguite. Che hanno tutti ragione su di me. Troia. Spia. Bugiarda. Rovinafamiglie. Oltre che pugnalatrice alle spalle dell’amica del cuore e persona cattiva a trecentosessanta gradi. Mi sono guadagnata la pagina Polposa Lucy, i volantini sull’armadietto, i sorrisetti di accusa nei corridoi. Senza cuore, mi hanno urlato dietro l’altro giorno. Una stronza senza cuore. Ma è qui che casca l’asino. Se sono così senza cuore, cos’è allora questo graffio nel petto, bruciante, ma pieno di speranza, che pulsa così forte da impedirmi di dormire, di pensare? Che cos’è che mi fa star male quando lui mi bacia, quando mi allontano da lui?<
Il cyberbullismo è una tematica complessa di cui sempre più si sente parlare e su cui ci si interroga, si dibatte, si cerca di capire come arginare ed è comprensibile che inevitabilmente diventi il tema centrale di un romanzo, come accade in #Amorenoncorrisposto. Essendo qualcosa di sfaccettato e difficile, ho avuto paura di leggere questo romanzo, finché non l'ho effettivamente fatto e il terrore di trovarsi davanti qualcosa che banalizzasse un problema serio, reale e quantomai attuale è sfumato via in un attimo lasciando il posto a una sensazione strana, di calore oltre che di comprensione. E la chiave sta proprio nel non aver reso il bullismo il centro di ogni discorso, appesantendo la lettura e rischiando di cadere nel pedante, ma nell'essere capace di parlarne anche con ironia e leggerezza, senza però svilirlo. Questa è la chiave del successo di questo romanzo, a mio parere. Ed è strano, se si considera che il titolo italiano lascia presupporre che al centro della storia stia l'amore, quando questo in realtà è solamente chiamato in causa di striscio, ma soprattutto un amore non corrisposto - cosa che non è e lo si mostra quasi subito. Vero e principale argomento di cui si parla nel romanzo è invece uno scandalo: sul profilo Facebook di Lucy compaiono foto compromettenti di un sacco di suoi compagni e persino di se stessa, perché tra le tante ce ne sono alcune che la ritraggono mentre bacia Cole, di cui è segretamente innamorata da quattro anni e che è il ragazzo della sua migliore amica, Ellie. Quest'ultima assente al ballo perché malata e aveva costretto proprio l'amica ad accompagnare Cole, senza aspettarsi d'esser pugnalata alle spalle. È quindi automatico che in pochissimi istanti i compagni di scuola e il web si rivoltino contro Lucy, nascano pagine Facebook che le rivolgono offese a dismisura e nei corridoi sia bersaglio di scherno e cattiveria gratuita. Il problema, però, sta nel fatto che non è stata lei a postare alcunché, visto che proprio la mattina dopo il ballo, quando si sveglia, dopo aver dormito - e solo dormito - con Cole, si accorge di aver perso il cellulare. Ma la sparizione dello smartphone e le foto online non sono l'unico dei suoi guai, poiché scopre che Ellie non è stata del tutto sincera e che nel giro di qualche ora si ritrova a essere la vittima preferita dei bulli, sul web e nella vita di tutti i giorni.
Lucy, quindi, improvvisamente sola perché le sue amiche l'hanno abbandonata, incapace di reagire alle accuse, è vittima due volte: la prima perché oggetto della meschinità di adulti e ragazzi che sfogano su di lei errori che andrebbero condivisi - perché se è vero che il cellulare è di Lucy, quel che le foto ritraggono è successo davvero e su quello ci si dovrebbe porre domande -, la seconda perché finisce per credere a quello che di lei si dice, a non volersi difendere perché pensa di essere la peggior amica del mondo, oltre che la rovina dell'intera scuola. Ed è qui che mi sono definitivamente innamorata del suo personaggio, perché è quanto di più realistico si possa trovare, specialmente in una ragazzina che già di per sé prima era abituata a tacere, a non manifestare le sue sofferenze, e con la sorella, e con l'amica. Con chiunque.
Fortunatamente ha dalla sua, oltre che quel personaggio magnifico e positivo che è Cole, dei nuovi amici, i membri del mal(e), apparentemente strambi nelle loro idee, ma in realtà capaci di differenziarsi dalla massa e avere idee personali. E capaci di mostrare quali sono i rischi del world wide web, quanto questo stia condizionando le vite anche al di fuori di esso, addirittura arrivando a mostrare la fragilità dei rapporti, la facilità con cui chi credi più vicino ti abbandona o ti si rivolta contro.
Insomma, #Amorenoncorrisposto è prima di tutto una storia d'amicizia e di bullismo - ed è per questo sbagliatissimo lasciarsi fuorviare da titolo e trama italiani -, una storia che parte in sordina per poi alzare la voce e far vivere i sentimenti di Lucy in prima persona, un'eroina non perfetta ma vera, in tutte le sue contraddizioni e paure che sulla propria pelle sperimenta l'emarginazione sociale e le conseguenze del non aver possibilità di dire la propria, d'esser condannati senza appello né prove. Tuttavia, qualcosa stride e non mi ha fatto dare un punto in più al romanzo. Ed è stato, assieme allo schema simile a Gossip girl, non l'atteggiamento degli adulti, i genitori dei vari ragazzi coinvolti nello scandalo, pronti a gridare ingiurie e offese senza il minimo pensiero a una ragazzina (irritante ma piuttosto realistico se ci si pensa), quanto quello della preside, ben consapevole di un enorme caso di bullismo tra le mura scolastiche ma incapace di prendere provvedimenti adeguati, limitandosi a battute che di ironico avevano poco e semmai la mostravano ancora più limitata e a punizioni insensate, perché colpevolizzare qualcuno vittima di bullismo non mi sembra la soluzione al problema né il miglior modo di gestirlo. Ma, a parte queste piccole pecche, rimane un ottimo romanzo, che lancia numerosi spunti di riflessione e cerca di far passare un messaggio importante, in un momento in cui se ne ha davvero bisogno. La lettura è, insomma, quanto mai consigliata.
«Non c’è malalingua o scandalo al mondo che possa mutare i tuoi sentimenti. Sei già scesa sul campo di battaglia, giusto? E allora combatti».Jayla raccoglie il bicchiere e si china per darmi un bacio sulla testa, seguita come sempre dalla scia del suo profumo alla pera. «Dacci sotto, cazzo».
4/5
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Credetemi se vi dico che questo è un romanzo da leggere. Niente di eclatante o sorprendentemente innovativo ma nella sua assoluta semplicità arriva in pieno allo scopo e, una volta terminato, ho subito avuto voglia di rileggerlo da capo. Cosa che mi capita di rado, a dirla tutta. Vi lascio la recensione e riprendo a studiare <3
Morgan Matson • Al centro dell'universo • 2016
Newton Compton • pp. 383
Newton Compton • pp. 383
Emily ha deciso di correre qualche rischio per trascorrere l'estate più travolgente della sua vita. Prima di Sloane, Emily non andava alle feste, parlava a malapena con i ragazzi, non aveva mai fatto niente di folle. Ma Sloane, un vero e proprio "tornado sociale", è la migliore amica che si possa avere e l'ha tirata fuori dal suo guscio. Eppure, poco prima di quella che doveva essere un'estate epica, Sloane... scompare. Lascia solo un elenco di cose da fare: tredici bizzarri punti, come per esempio: Raccogliere mele durante la notte. Va bene, abbastanza facile. Ballare fino all'alba. Perché no? Baciare un estraneo. Che cosa?! Ma senza Sloane, Emily potrà farcela? Chissà cosa potrà succedere, con tutta un'estate davanti e l'inaspettato aiuto dell'affascinante Frank Porter...
Recensione
In un certo senso, sapevo che i dettagli non erano importanti. Era il mio cuore, era una parte di me. E niente, di certo non qualche misero centinaio di chilometri, sarebbe riuscito a cambiarlo.
Emily non ha voce, non l'ha mai avuta e ora che l'amica Sloane è sparita nessuno si ricorda di lei se non come l'estensione di Sloane, quell'uragano brillante capace di catalizzare tutta l'attenzione su sé. E a Emily questo è sempre andato più che bene, fintanto che l'aveva accanto, ma nel momento in cui si ritrova sola, con la prospettiva di rimanerci l'estate intera, si rende conto di quanto Sloane negli ultimi due anni sia stata il centro del suo mondo, una luce attorno cui ruotare che, quando si spegne, la lascia sola al buio. Ora che è scomparsa, senza dirle niente e non rispondendo più al telefono, ciò che le resta è solo una lista di cose da fare che le ha inviato - consapevole che Emily da sola non avrebbe mai spuntato alcuna voce. E invece lo fa, un po' per rabbia e un po' perché crede che questo le darà risposte su dove sia finita l'amica, senza rendersi effettivamente conto che la lista più che avvicinarla all'amica la porterà dritta dritta a se stessa, a vivere in prima persona, un passo alla volta, superata una paura dopo l'altra. A essere Emily, prima ancora che l'appendice di Sloane di cui nessuno ricorda mai il nome né il volto. Ed è questo che mi ha colpito tanto del romanzo: il suo essere un romanzo per la quasi totalità incentrato sulla sua protagonista e sul suo percorso di crescita, che passa attraverso il superamento di prove che la spaventano ma anche col prender coraggio ed esporsi in prima persona. Insomma, tutte cose che Emily non si sarebbe mai sognata di fare - e non perché siano comunemente definibili "trasgressive", ma semplicemente per paura - che la porteranno a conoscersi, fare nuove amicizie e, anche, a trovare le risposte che sta cercando.
Per me, immedesimarmi in lei è stato semplice, non ha richiesto nessuno sforzo e fin dal primo istante ho sentito le sue paure e i suoi pensieri comuni a quelli che aveva la me adolescente - e che forse in alcuni casi ancora mi porto dietro. Ho letto della sua estate con facilità , che non è però in questo caso sinonimo di semplicità , perché, sebbene lo stile sia chiaro e lineare e non si affrontino grandi tematiche che vanno per la maggiore negli ultimi anni, Morgan Matson tratta dell'adolescenza e dell'amicizia scavando nel profondo di tutte le loro dinamiche, illuminando quel periodo della vita in cui non si ha ben chiaro chi si è e dove si sta andando, mostrando come sia "normale" seguire quasi ciecamente le persone più carismatiche, quelle che sanno già ciò che vogliono, e rendendo palese quanto basti una parola per distruggere tutto, o un sorriso per ricostruire. In quell'altalena di sensazioni che in fondo è l'adolescenza, qui resa in modo tale da far sorridere e stringere il cuore contemporaneamente, senza mai strafare, con personaggi che non hanno bisogno di essere sopra le righe per arrivare e parlar comunque dritto al cuore.
Va ammesso: Al centro dell'universo non è un libro fenomenale, di quelli che colpisce per il suo essere unico, fresco in un marasma di ripetitività . Quello che, tuttavia, lo differenzia da molti altri libri è - oltre alle meravigliose playlist di Emily e Frank - il suo essere una boccata d'ossigeno rigenerante in fatto di assoluta normalità : dalla lista delle cose da fare ai dialoghi, le situazioni e persino i ragazzi coinvolti. A cominciare, oltre che da Emily, da Sloane, al centro sempre del racconto e quasi mai presente, l'iincarnazione della frivolezza, del coraggio, che, pur risvegliando istinti omicidi talvolta per certi atteggiamenti, sembra nascondere più di quello che riesce a dire o a mostrare, e forse per questo si riesce a comprenderla e a renderla più umana di quanto possa apparire. Ma anche Frank, il rappresentante d'istituto con cui Emily stringe amicizia nel corso dell'estate, non è il bello e dannato dei romanzi teen né il nerd che ultimamente sta prendendo piede, ma un comune bravo ragazzo, concentrato sui suoi obiettivi e con un futuro che ha già programmato; e proprio per questo, ogni scena in cui compare è ancora più bella, perché è come se nel suo essere rilassato ma determinato riesca a coinvolgere anche Emily e aiutarla a uscire dal guscio. Senza grandi momenti o prese di coscienza, ma con piccoli cambiamenti e passi che ce la fanno vedere differente. Finalmente consapevole di se stessa. Ed è un qualcosa che realizza col supporto dei suoi nuovi amici, ma soprattutto sulle sue gambe e con la sua testa e per questo ancora più importante e bello da leggere.
Mi ha lanciato un’occhiata e ha abbozzato un sorriso. «Adesso sei la stella della serata», ha detto. Ha allontanato la mano dal fianco e lentamente, con delicatezza, ha scostato un boccolo ribelle dalla mia guancia. «Sei splendente». Mi si è mozzato il fiato. Di solito i ragazzi dicono certe cose di Sloane, e non di me. «Che c’è?», ha domandato Frank, con gli occhi fissi nei miei. «Ãˆ solo…». Ho respirato, tremante. «Nessuno mi ha mai detto una cosa del genere». «Gli altri non vedono quello che vedo io», ha risposto lui.
4/5
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