Guys are props club, Ingrid Seymour

dicembre 19, 2016

 Guys are props club • Ingrid Seymour
Inedito in Italia • pp. 256

Durante l’ultimo anno di liceo, Maddie Burch ha promesso a se stessa che non si sarebbe mai più innamorata di un ragazzo carino – o di qualsiasi ragazzo – mai più. Che i ragazzi carini sono dei dongiovanni e non ci si può fidare l’ha imparato nel modo peggiore quando il suo primo ragazzo le ha spezzato il cuore in mille pezzi. Due anni dopo, la sua promessa non è stata infranta, ed è determinata a superare il college senza finire vittima di un altro omuncolo. Ha un lavoro, l’università e il “Guys are props club” per ricordarle di tenere la testa e gli ormoni sulla retta via. Il club è stato fondato da Jessica, la sua migliore amica. È una sorellanza di ragazza che sono finite vittime di ragazzi senza cuore e che hanno promesso di prendersi la rivincita. Una volta a semestre, Jessica chiede ai membro di “fare agli altri ciò che è stato fatto loro”. Per dare l’esempio, la nuova vittima di Jessica è Sebastian Capello, uno studente di teatro con l’aspetto da rubacuori e una passione per la musica latina, di cui vuol spezzare il cuore come è stato spezzato a lei. Ciò che non sa è che Sebastian è diverso. A dispetto del suo aspetto e della sua popolarità, non è senza cuore. Non compie giochetti per ottenere quel che vuole. Infatti, cerca di raggiungerlo in modo onesto. E quel che vuole non è quello schianto di Jessica, ma una ragazza coi piedi per terra come Maddie – anche se ciò significa mettere a rischio un’amicizia. Anche se significa che Maddie debba infrangere la sua promessa.

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Recensione



Di tutto quello che poteva indossare, portava un gilè stretto, e — se devo essere onesta — devo dire che gli stava da Dio. Era cucito alla perfezione. Era di due colori diversi, grigio davanti e nero satinato sul retro. Sotto, portava una camicia elegante, arrotolata ai gomiti. Come pantaloni, indossava dei jeans scuri che lo calzavano come guanti chirurgici. Le scarpe nere erano lucide e sembravano nuove. Regola numero 6: Un dongiovanni sa vestirsi bene.

L’idea di creare un club per vendicarsi dei ragazzi che ci hanno spezzato il cuore è un po’ infantile ma, ammettiamolo, chi non ha mai voluto rendere pan per focaccia a qualcuno per il dolore che ci ha inferto? Il GAP, ‘Guys are props club’, serve a questo: scegliere un ragazzo, tra quelli indicati dalle altre, farlo innamorare e poi mollarlo per vendicare qualcun’altra. Le regole sono semplici, lo scopo ben chiaro e qualsiasi ragazza appena lasciata o che non ha ancora superato la rottura vi aderisce più che volentieri, in un’unione solidale con le altre nell’odio comune verso i maschi. Ma col tempo il tutto perde attrattiva, o almeno è così per la studentessa di infermieristica Madison. Si è stancata, non vuole saperne più e se accetta quell’ultimo “incarico” è solo per far contenta Jessica. In fondo, è lei quella con cui si è confidata quando, arrivata al college, si è ritrovata col cuore spezzato e quella sofferenza in comune è stata il collante che le ha fatte unire, e da cui poi è nato il club per vendicarsi di tutti i playboy del college. Maddie però non ne può più. L’ultima volta, la prima per altro, non è andata bene e si sente ancora in colpa. Non è così che intende superare una rottura, ma quando la tua migliore amica le chiede un favore e si sente in debito accettare è l’unica cosa che può fare. Finché non incontra Sebastian, la vittima designata di Jessica. Che non è poi così pessimo come questa lo descrive però: studente di teatro e ballerino di latino-americano, Sebastian è un ragazzo carino, gentile e affascinante che del seduttore seriale ha effettivamente poco. E che fin da subito sembra capire quanto Jessica sia meschina. Cosa che Madison ancora non sa fare. Il suo è uno sguardo positivo verso la vita e le opportunità che le offre, verso chi incontra, nonostante tutto, e il suo modo di vedere sempre il meglio in tutti è adorabile, oltre che coraggioso – e forse è proprio questo ciò che me l’ha fatta amare ancora di più: Maddie ha coraggio nel ricercare il buono in tutto ciò che fa ed è qualcosa che le invidio tanto. Seguire le vicende dal suo punto di vista poi è un punto in più alla narrazione che permette non solo di conoscerla meglio, ma di vedere le cose dalla sua prospettiva. È in questo modo che si conosce Sebastian, si percepisce l’egoismo e l’immaturità di Jessica e si fa la conoscenza del miglior personaggio del libro, ovvero il piccolo Hunter; ed è così che la si vede anche maturare e prender coscienza di dover superare la brutta rottura del liceo che ancora l’assilla e imparare a dire no alle richieste dell’amica, specialmente se non la fanno sentire bene con se stessa. Sono dei mutamenti piccoli e lenti, che si portano avanti per tutto il romanzo, per poi esplodere e rimescolare le dinamiche delle relazioni, a tal punto da farle cambiare, a volte anche spezzare. La dinamica in fondo non è nuova. Si è sempre nel solito modus operandi del new adult, nel quale si ragiona in termini di relazione proibita o ostacolata tra due ragazzi, ma questo non toglie che Guys are props club sia una lettura leggera e spensierata, perfetta per l’estate sotto l’ombrellone o sotto il calduccio di una coperta in compagnia di una tazza di tè o cioccolata calda. Perché le storie d’amore, per quanto semplici, servono sempre a riscaldare il cuore e ogni momento è buono per lasciarsi distrarre dalla quotidianità per fare un tuffo in un romance dolce e tenero, con un pizzico di angst che non guasta, e che scorre via con leggerezza.

Sebastian si voltò per guardarmi. Ci fissammo negli occhi finché chiese, «Perché hai paura di lasciarmi entrare? Qualcuno ti ha ferita?». Distogliendo lo sguardo, mi tirai su a sedere e abbracciai le gambe. Regola numero 8: Mai condividere i tuoi segreti con un dongiovanni. Li userà sempre a suo vantaggio.
3/5
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