Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo, Benjamin Alire Sáenz
luglio 29, 2016
Sono estremamente grata che questo libro sia arrivato in Italia grazie a una casa editrice scolastica. Ho letto che c'è chi lo considera un limite, ma io credo sia la scelta più giusta: un libro come questo deve parlare proprio a quelli che sono i suoi lettori ideali, quelli che stanno passando la stessa fase − mi perdoni Ari se parlo come sua mamma e uso questa parola − e possono riconoscersi, non sentirsi soli ma compresi. Ma ora la smetto di cianciare e vi lascio la recensione di uno dei libri più belli di quest'anno, e molto probabilmente nella narrativa ya che ho letto negli ultimi anni.
Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo · Benjamin Alire Sáenz · 2015
Loescher · 320 pp. · Traduttrice: Aurelia Martelli
La serie:
#1 Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo (Aristotle and Dante discover the secrets of the universe)
#2 Inedito (There will be other summers)
Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo · Benjamin Alire Sáenz · 2015
Loescher · 320 pp. · Traduttrice: Aurelia Martelli
La serie:
#1 Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo (Aristotle and Dante discover the secrets of the universe)
#2 Inedito (There will be other summers)
Aristotele e Dante. Dall’estate del 1987, nella città di El Paso, in Texas, seguiremo la più sensazionale delle scoperte umane: la crescita. Dal microcosmo della famiglia – con le sue regole, i suoi silenzi e le sue rigidità – al ring della scuola, fino allo sconfinato orizzonte della “vita di fuori”, quella che attende tutti tra aspettative e paure. Aristotele e Dante scopriranno i segreti dell’universo dentro se stessi, e finalmente accetteranno di amarsi.
Decisi che, finalmente, quella sarebbe stata la mia estate. E se davvero l’estate era un libro, allora l’avrei scritto io, con la mia grafia, e sarebbe stato un libro bellissimo. Ma a pensarci bene, non avevo la più pallida idea di cosa scrivere. E comunque quel libro lo stava già scrivendo qualcun altro per me. E non è che promettesse bene.
Mi piacciono i libri che non hanno bisogno di alzare la voce, per farsi amare. Che ti prendono un poco alla volta, senza quasi che tu ci faccia caso, finché arrivata alla fine hai le lacrime agli occhi per tutta la bellezza che senti di aver ricevuto in regalo. Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo è un romanzo di questo tipo, che parte in sordina per esploderti dentro quando non te lo aspetti, filtrarti nelle vene e arrivare dritto al cuore per scavarsi un posto da cui nessuno lo caccerà mai più. Permeato di una malinconia di fondo che quasi diventa una terza protagonista, quel che rimane è soprattutto un senso di completezza e tenerezza devastante, dato dal riuscire a conoscere – conoscere davvero – Dante e Aristotele e la loro storia, allo stesso modo in cui l’uno capisce l’altro senza bisogno di fiatare, solo con uno sguardo pur essendo esattamente agli antipodi: se Dante è il sole, allegro, aperto alle nuove possibilità, Ari è la luna, malinconico, taciturno, schivo. Dante ha una famiglia che si abbraccia, in cui l’amore traspare e non ci sono segreti; in quella di Ari si parla poco, non si può nominare il fratello Bernardo finito in carcere quando lui era piccolo e di quel buio in cui sprofonda il padre ripensando agli anni in Vietnam non è dato far domande. Non hanno granché in comune, e in questo forse risiede la forza della loro strana amicizia fatta da lunghe chiacchiere di Dante e da altrettanto interminabili silenzi di Ari, dall’intrecciarsi di vite che sono distanti e che si scoprono sempre più simili, sempre più la parte mancante dell’altra. Vite che si intersecano, si intrecciano e si cambiano a vicenda, spingono a porsi domande, mettono tarli nelle orecchie e fanno crescere dubbi, ma sanno anche dar la forza per crescere, dare coraggio e affrontare l’inaffrontabile. Insieme. Per l’altro.
Avviene per caso, semplicemente. In una giornata in piscina, Dante e Ari si incontrano e diventano amici. Con naturalezza. Un sentimento di fiducia che si sviluppa verso l’altro di cui a malapena si sa il nome ma che spinge a trascorrerci del tempo assieme, renderlo l’amico che mai si è avuto e che sarà lì nonostante tutto. Non bastano i litigi, non servono le paure ad allontanare; due facce di una stessa medaglia, apparentemente inconciliabili eppure indivisibili tanto stretto è il rapporto che niente riesce a scalfire. Non la lontananza, non di certo le incomprensioni e i silenzi radar a cui Ari obbliga Dante quando questi cerca di parlare di qualcosa che non vuole affrontare. Certi rapporti sono destinati a essere e non importa quel che succede, niente li farà mai cambiare. Quel legame è lì per rimanere e può solo crescere con loro, maturare proprio come fanno loro due in un anno di conoscenza, seppur spesa gran parte in due città separati. Piccoli, grandi ragazzi che giornalmente affrontano battaglie come tutti i loro coetanei, nella normalità di esistenze che non hanno niente di straordinario se non l’essere quelle di due persone speciali. Ma i loro problemi, le cose che li spaventano sono pensieri comuni, reali. Non si gioca con le tragedie, non ci sono grandi drammoni a cui regalare infinite lacrime, se non la vita vera, quella in cui riconoscere forse la propria adolescenza, parti di questioni a cui tutti si son trovati a dover rispondere o non han ancora trovato soluzione. Il primo amore, la complessità del rapporto coi genitori, la ricerca di se stessi e la difficoltà dell’accettarsi, dell’amarsi incondizionatamente. Ari lotta con tutto questo, spaventato e senza la forza di aprirsi, capace solo di costruirsi mura invalicabili attorno, persino di fronte a Dante che potrebbe esser l’unico a buttarle giù tutte, e lasciarlo ancora più indifeso. Ancora più solo. Perché per Dante stare solo è semplice, qualcosa che conosce e a cui è abituato, ma da quando Dante si è infiltrato in ogni angolo della sua vita, quasi costringendolo all’amicizia, obbligandolo a uscire allo scoperto, anche la solitudine è differente. Ha il sapore di un’assenza. Che solo l’amico sa colmare.
Non si ha l’impressione di leggere un libro, sapete? Sembra quasi di star seduti davanti a un proiettore e fotogramma dopo fotogramma si snocciolano particolari, dettagli di un’amicizia grandissima che non ha bisogno di parole, che forse nasconde qualcosa di più, che sicuramente ha cambiato la vita di due ragazzi speciali. Dettagli, dicevo. Come il cielo stellato nel deserto stesi a testa in su sul pick-up di Ari. Le scarpe rovinate di Dante e la sua mania di camminare a piedi nudi. I silenzi di un uomo che in guerra ha lasciato una parte di sé che non riavrà più indietro e la notte torna a tormentarlo. Fotografie nascoste dentro una busta con su scritto un nome che non si può pronunciare a voce alta. Abbracci e baci sulle guance di una famiglia che ti accoglie a braccia aperte. Lacrime di un ragazzino che stringe un uccellino morto mentre l’altro ascolta il suo silenzio e conforta. Consigli di genitori che han capito tutto e amano ancora più immensamente. La pioggia che tutto ha cambiato, nel bene e nel male. E poi calore, gratitudine, amicizia, crescita. Forse amore. Istantanee di un viaggio dentro uno spezzone di vita di due adolescenti come tutti gli altri, eppure speciali nel loro sentire, nel coraggio continuo di affrontare i propri demoni, nel sapersi supportare in silenzio ed esserci. Sempre.
Mi mancheranno questi due, come poche altre volte mi è capitato. Mi mancherà la loro verità, la poesia di una storia straordinaria nella sua ordinarietà ma anche nel suo saper prendere di petto e affrontare problemi difficili da trattare senza assumere toni pedanti, ma mostrandoli per quello che sono, sbattuti in faccia a ragazzi e genitori che compiono errori e annaspano, che trovano la forza di perdonare e guarire, guardare avanti anziché al passato. Aprirsi alle possibilità e all’amore, di qualunque forma esso sia e verso chiunque lo si provi. Pochi scrittori sanno farlo così sottovoce da dare l’impressione di stare urlando. Pochi scrittori meritano di esser conosciuti da tutti, grandi e piccini, come Benjamin Alire Sáenz e i suoi protagonisti. Leggeteli, amateli, sentiteli vostri proprio come me, in cambio vi daranno tutto.
Quel pomeriggio imparai due nuove parole: imperscrutabile e amico.
Le parole sono come nuove quando le vivi dentro di te.
5/5
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